 Ultimi Film visti al Cinema - Consigli e opinioni Potete lasciare un vostro commento selezionando il titolo del film
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| | pag. 1 2 3 4 | ELENCO COMPLETO | | | | Drive | (di Foster Kane) | | | |
Driver (come dice il nome) è un automobilista ma un po’
particolare. Oltre a fare lo stuntman aiuta i rapinatori nelle loro fughe
spericolate. Inoltre lavora come meccanico in un’autofficina. L’incontro
casuale con una donna potrebbe segnare una tappa importante nella sua folle
vita se non fosse sposata ed avesse un figlio. L’amore per lei avrà un risvolto
fatale: decide di aiutare il marito in un colpo che gli permetterebbe di pagare
i debiti con gente losca ma va tutto storto. Ed i guai non sono finiti…
Diretto da Nicolas Winding Refn, giovane regista danese con
già diversi film all’attivo, Driver sembra quasi un omaggio al poliziesco
americano anni ottanta. Il titolo ed il personaggio potrebbero evocare “Driver
l’imprendibile” (“The driver”, 1978) di Walter Hill ma il regista non può non
essersi ispirato a Michael Mann e soprattutto alla sua opera prima “Strade
violente” (“Thief”, 1981). Un film duro, intriso di violenza che in alcuni
punti raggiunge un livello di splatter che neanche Quentin Tarantino potrebbe
mai concepire. Eppure tra un inseguimento, una sparatoria e tanto sangue si
riescono a trovare momenti di poesia. Ottima la musica e la fotografia.
Premiato per la miglior regia al Festival di Cannes.
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| | Scialla! (Stai sereno) | (di Foster Kane) | | | |
Bruno
Beltrame (Fabrizio Bentivoglio) è un ex insegnante ed ex scrittore di talento
che per sbarcare il lunario ricorre (senza passione) a ripetizioni a domicilio
e a scrivere (sempre senza passione) biografie di calciatori e attori. Conduce
una vita alquanto trascurata: mangia panini a pranzo e vive in una casa dove il
disordine e la sporcizia regnano sovrani. Una sera incontra una donna con cui
anni addietro ebbe una relazione e da cui apprende una notizia che ha
dell’incredibile: Luca, un ragazzo quindicenne suo allievo, è suo figlio. La
donna, che deve assentarsi dall’Italia per diversi mesi, chiede a Bruno di
ospitare il ragazzo. Inizia così una singolare convivenza anche perché il
ragazzo ignora tutto. Bruno cercherà di fare il padre e di aiutare il ragazzo
che a scuola è un completo disastro ma fallirà su entrambi i fronti. Però…
“Scialla!”,
che “tradotto” in italiano significa “stai sereno” è l’opera prima di Francesco Bruni. Precisiamo, l’opera
prima come regista poiché come sceneggiatore vanta già un illustre passato:
quasi tutti i film di Paolo Virzì e Mimmo Calopresti portano la sua firma. Il
risultato è interessante ed il film si vede con grande piacere in quanto
conduce un’analisi sociologica sui giovani di oggi ma in maniera leggera
riservando diversi momenti di divertimenti ed un finale davvero surreale che
anche uno spettatore smemorato difficilmente potrà dimenticare. Il cast ha dato
il suo notevole apporto con un ottimo Fabrizio Bentivoglio ed un esordiente
Filippo Scicchitano perfetto nel ruolo dell’adolescente in rotta con la
società.
Da vedere.
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| | Sherlock Holmes - Gioco di ombre | (di Technino) | | | |
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Il secondo film di Guy Ritchie su Sherlock Holmes supera il primo per invenzioni visive, azione e profondita’ della trama, e non era facile….
Brevemente lo spunto della storia: una serie di bombe di supposta matrice anarchica esplodono a Strasburgo e a Vienna, mentre una serie di morti misteriose si succedono. Sembrano eventi casuali senza connessione, ma Sherlock Holmes sospetta che dietro gli eventi ci sia la macchinazione del suo eterno nemico, il Prof. Moriarty (splendidamente interpretato da Jared Harris), uomo dall'intelligenza sopraffina e privo di qualsiasi coscienza, con cui Holmes ingaggera’ una lotta senza esclusione di colpi per cercare di cambiare il corso della Storia dell'Umanita'.
I protagonisti sono gli stessi del primo episodio, Robert Downey Jr. nei panni di Holmes e Jude Law in quelli di Watson: il binomio, ormai collaudato, funziona a meraviglia, agevolato da un ottimo soggetto e da un dialogo sempre brillante.
Le ambientazioni sono sempre molto suggestive, un mix perfetto di fotografia antichizzata ed ambientazioni virtuali, che ci fanno vivere l’avventura nelle piu’ famose metropoli dell’epoca.
Numerose sono le invenzioni visive del film: i “flashforward” velocissimi che precedono le mosse d'azione di Holmes, ormai caratteristici del personaggio, la fuga nel bosco inseguiti dalle cannonate dei terribili nemici, il finale nel castello con la cascata sono tutte scene di grande impatto visivo ed emozionale..
Da segnalare, accanto a Sherlock Holmes, la presenza del fratello Mycroft Holmes, interpretato da un sempre carismatico Stephen Fry, e la gitana sua alleata interpretata da Noomi Rapace, di cui avevamo imparato ad apprezzare la grinta in “Uomini che odiano le donne”. |
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“Gioco di ombre” offre delle avventure del personaggio di A. Conan Doyle una versione ancora più "bondiana" e autoironica del primo film, che scorre rapida ed avvincente fino alla fine, dopo piu’ di due ore in cui non ci si annoia mai.
In definitiva, un film da non perdere assolutamente, e da vedere al cinema per godersi lo spettacolo sul grande schermo.
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| | Midnight in Paris | (di Technino) | | | |
Il nuovo film di Woody Allen e’ una deliziosa commedia con un soggetto “surreale”: Gil (Owen Wilson) e’ uno sceneggiatore hollywoodiano di successo che cerca di scrivere il suo primo libro, e lo troviamo in vacanza a Parigi con la sua futura sposa ed i suoi antipaticissimi genitori (rappresentanti tipici della destra repubblicana “Tea Party”, che Woody tratteggia con tutto il suo spietato sarcasmo…).
Gil adora Parigi ed il suo sogno e’ quello di vivere nella citta’ degli anni ’20, insieme ai tanti artisti che all’epoca vivevano nella “Ville Lumiere”. Ma il sogno si rivelera’ inaspettatamente “reale”: una sera, a mezzanotte, salira' su un taxi d’epoca pieno di gente festante e si trovera' catapultato nella Parigi degli Anni Venti con tutto il suo fervore culturale. Incontrera’ Hemingway, Scott Fitzgerald, Picasso e…la bellissima Adriana, che lo fara’ innamorare ( Marion Cotillard, che ricordiamo in “Un'ottima annata” di Ridley Scott).
Il film e’ sempre sorretto dalla buona vena del regista, che ci fa vivere un’avventura surreale con grande leggerezza, con personaggi carismatici che ci fanno dimenticare di essere fuori dalla realta'. Il dialogo e’ al solito brillante e gli attori tutti perfetti nelle loro parti (anche simili nella fisionomia ai personaggi che rappresentano…).
La riflessione che ci offre il film e’ che molti vivono il presente pensando che il passato sia sempre migliore, ma non e' cosi': divertente il finale in cui un investigatore, che pensava all'epoca del Re Sole come suo ideale di vita, e' costretto a ricredersi....meglio vivere il presente con serenita'.
In conclusione un film originale, che sembra fatto apposta per un divertimento spensierato e sofisticato, senza le complicazioni di altri film del grande Woody.
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| | Anche se è amore non si vede | (di Technino) | | | |  Ficarra e Picone tornano al cinema con una commedia sentimentale dai toni farseschi, con i soliti dialoghi divertenti ed un soggetto che, pur non essendo al livello dei loro precedenti film (in particolare “ Il 7 e l’8” e “ La Matassa”) consente ai due comici di esibire tutta la loro abilita’ nel gestire situazioni comiche che, in mano ad altri, sarebbero banali.
In breve lo spunto del film: Salvo (Ficarra) e Valentino (Picone) gestiscono una piccola impresa di servizi turistici a Torino, accompagnando ogni giorno, su un vecchio e coloratissimo bus inglese, gruppi di stranieri in giro per la città.
Valentino è l'uomo fedele per antonomasia, innamorato e pieno di attenzioni esagerate nei confronti della compagna Gisella (Ambra Angiolini); Salvo è invece lo scapolo scapestrato determinato ad assumere solo giovani guide turistiche carine e single. Quando Gisella, stremata dall'affetto sdolcinato e ossessivo di Valentino, chiede a Salvo di dirgli che vuole lasciarlo, si avvia una girandola di equivoci ed incroci sentimentali in cui si trovano coinvolti Natasha (Sasha Zacharias), la nuova guida turistica, Sonia (Diane Fleri), una cara amica d'infanzia, e Peter, il suo fidanzato americano….
Il film si lascia vedere con spensieratezza, strappando piu’ di una risata alle battute al fulmicotone di Ficarra a cui si contrappone l’aria trasognata di Picone. Anche se la regia poteva risparmiarsi qualche scena troppo scontata e “caricaturale” (come l’ingorgo in cui tutti vogliono sentire quello che e’ accaduto e la scazzottata finale alla Bud Spencer e Terence Hill), la storia scorre con allegria, suscitando la simpatia dello spettatore.
In definitiva, un film che vi fara’ passare una serata spensierata, il che, ai giorni d’oggi, non e’ poco…
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| | One Day | (di Penelope Pit-Stop) | | | | 
ATTENZIONE SPOILER
La seguente recensione contiene elementi che possono svelare il finale.
Un film orribile. Una storia che non coinvolge, e poi all'improvviso, la drammaticità gratuita, la crudezza da cui non puoi difenderti.
Il titolo e il sottotitolo - "Amarsi, perdersi e ritrovarsi..." ingannano lo spettatore, pronto a godersi una commedia romantica, una di quelle che ti riconciliano col mondo, ti fa sorridere, commuovere e uscire dalla sala pieni di speranza. Niente affatto! Anzi, tutto il contrario: la costruzione del film sulla narrazione degli eventi del 15 luglio di ogni anno, per anni, invece di essere una soluzione simpatica dopo un po' stanca, e fa anche perdere il filo.
Del tutto incomprensibile il finale, una specie di triturazione del cuore al pensiero di come poteva essere, quando tutto era ancora possibile. Se la dura lezione che dobbiamo trarne è il classico carpe diem, perchè "del doman non v'è certezza", meglio rimanere a casa a leggere Orazio o Lorenzo de' Medici, che legarsi un macigno sul cuore vedendo questo film.
In sintesi: inutile e pesante. Da evitare.
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| | Johnny English - La Rinascita | (di Technino) | | | | 
Nel 2003 avevamo conosciuto Johnny English, uno strano agente segreto, il cui modello non poteva che essere James Bond: ed infatti Rowan Atkinson ne aveva dato un’interpretazione comica irresistibile, aiutato da una trama ben congegnata e divertente.
Oggi Johnny English torna a divertire il pubblico con un film di Oliver Parker, che forse non ha un soggetto originale come il primo film della serie, ma non perde la capacita’ di divertire con situazioni esilaranti, grazie all’”umorismo dell’assurdo” del suo straordinario interprete.
Brevemente la trama: Johnny English, dopo il fallimento di una missione in Mozambico, cerca di ritrovare la serenita’ in un monastero sperduto fra le montagne, in cui impara l’antica arte di difesa dei monaci Shaolin. Ma alla fine dell’addestramento viene incredibilmente richiamato in servizio dall’Mi7 per contattare un agente segreto, che si fida solo di lui e che deve svelargli un complotto da cui dipende la pace mondiale…
Inutile svelare il resto della storia, che prende anche spunto da una serie di situazioni che rimandano a famosi film di 007 o di spionaggio, ovviamente rivisitati in chiave umoristica.
Il film di Oliver Parker non delude le aspettative, anche grazie ad un cast ispirato, in cui spiccano le interpretazioni della rediviva Gillian Anderson (che ricordiamo in "X-Files") e dell’affascinante Rosamund Pike (la “spadaccina cattiva” in “007- La morte puo’ attendere”), in grado di migliorare una sceneggiatura costruita attorno a Rowan Atkinson, interprete perfetto di Johnny, sempre pronto a difendere la sua amata Inghilterra con i suoi modi buffissimi ma, alla fine, efficaci.
Per quanto scontato possa essere, vedere Johnny English usare a sproposito le armi segrete di cui viene dotato dall’Mi7, sbagliare ad individuare l’agente che sta organizzando il complotto, sfrecciare per le strade di Londra a bordo di una velocissima carrozzina superaccessoriata e, soprattutto, accanirsi su tutte le vecchine con i capelli bianchi che vengono da lui scambiate per una pericolosissima killer cinese con l’aspirapolvere (!!), riesce ancora a divertire ed a scatenare risate di gusto.
Se a questo si unisce la totale mancanza di volgarità, si ottiene il classico prodotto estremamente godibile, adatto ad una serata spensierata di tutta la famiglia.
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| | L’amore all’improvviso - Larry Crowne | (di Penelope Pit-Stop) | | | | 
"Quando un uomo si mostra nella sua vera dimensione, una donna può andare, oppure decidere di non andare via", sentenzia un'amica. e Julia, lapidaria: "preferisco la pizza a portar via".
La trama, esile e un po' fiacca, è basata sul classico binomio "ognuno di noi è l'artefice del proprio destino" e "i cambiamenti sono sempre positivi" e sui due interpreti. i sempre bravi Tom e Julia. Ma la bravura non basta, ci vorrebbe una storia.
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| | Le avventure di Tintin - Il segreto dell’Unicorno | (di Technino) | | | | 
Tintin, un ragazzo reporter sempre in cerca di avventure con il suo inseparabile cane Milou, e’ un personaggio dei fumetti creati da un disegnatore belga, Georges Remi, in arte Herge’.
Purtroppo in Italia non ha conosciuto la fama che lo ha accompagnato nel resto del mondo, dove e’ diventato un simbolo dei fumetti europei. Le pubblicazioni italiane di Tintin iniziarono nel 1955 con la Vallardi, ma riscossero scarsissimo successo; successivamente le pubblicazioni furono riprese da Gandus e da ComicArt e, attualmente, dalla Lizard.
Fatto questo doveroso cenno storico, parliamo del film dell’accoppiata Steven Spielberg (regista) e Peter Jackson (produttore): diciamo subito che e’ un film straordinario! Girato con la tecnica della “Motion capture” da attori in carne ed ossa che sono stati “digitalizzati” tramite una serie di sensori applicati sul volto e sul corpo in movimento, il film da’ la sensazione unica di riprodurre quello che vediamo con la nostra fantasia mentre leggiamo un fumetto…
Mentre scorrono le immagini ci sembra di essere accanto al nostro “eroe”, con la sua faccia rotonda ed il suo inconfondibile ciuffo rosso, pronto a tuffarsi nell’avventura armato solo del suo coraggio. Forse uno dei segreti di Tintin e’ proprio nel fatto che e’ un ragazzo che, solo con le proprie forze, riesce a sfuggire ai pericoli e quindi i piccoli lettori lo sentono come se fosse uno di loro: non e’ un supereroe, non ha poteri o tecnologie particolari, è grande perchè è se stesso.
La tecnica usata nel film e’ stupefacente: chiaroscuri, ambientazione d’epoca, auto, vestiti, tutto e’ curato fin nei minimi dettagli. Persino il dialogo e la gestualita’ richiamano volutamente quelle dei fumetti. L’azione poi e’ assolutamente fantastica: incredibile quello che Spielberg riesce a fare negli inseguimenti e nelle scene di combattimento in mare! Assolutamente memorabile il combattimento fra i due galeoni in fiamme, l’inseguimento del falco da parte di Tintin e del Capitano Haddock e la scena finale della lotta fra le due gru, omaggio del Regista al piu’ grande dei disegnatori della famiglia dei Paperi di Disney, Carl Barks, ed alla sua storia “Paperino e la scavatrice”.
In conclusione un capolavoro per tutti gli appassionati dei fumetti del ragazzo con il ciuffo ed, in generale, per tutti quelli che (grandi e piccoli) sanno stupirsi di fronte all’esplosione di fantasia che il film propone.
Quattro stellette portate a cinque per lo straordinario livello tecnico e lo strabiliante impatto visivo di tantissime scene del film.
Da vedere in 3D se il locale e’ di livello (e’ essenziale che l’immagine sia perfettamente a fuoco, quindi e' consigliabile dare la preferenza alle sale dotate di proiettori digitali), altrimenti meglio in 2D.
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| | Jane Eyre | (di Penelope Pit-Stop) | | | |  “Qual è la sua triste storia, Signorina Eyre? Tutte le governanti ne hanno una” - “Nessuna storia triste, Signore”, è la risposta di questa donna forte, che aspira all’autonomia e all’indipendenza economica, e rivendica il suo diritto a scegliere, contro parenti, amici, pretendenti e destino.
Non fatevi ingannare dal suo fare dimesso: le sue risposte sono argute, conosce se stessa con chiarezza. Questo racconto, ispirato al romanzo di Charlotte Brontë, è cupo, lento e incalzante al tempo stesso, vi coinvolgerà. Appropriati gli interpreti, incantevoli e curatissimi abiti ed ambienti. Per gli amanti del genere.
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| | Niente da dichiarare? | (di Penelope Pit-Stop) | | | |  Romeo è francese, Giulietta è belga, in un’Europa alle soglie dell’Unione.
Commedia divertente, ma “seria", su razzismo e pregiudizi. Buffi i due protagonisti di quest’odio anacronistico. La saggezza, come sempre, è bambina in un mondo di adulti, che non sanno accettare i cambiamenti, e hanno paura di ciò che non è diverso, ma solo al di fuori del portone di casa.
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| | 4:44 Last Day On Earth | (di Penelope Pit-Stop) | | | | 
Racconto claustrofobico di un mondo, il nostro, skype – dipendente, all’ultimo battito di vita, narrato all’interno del microcosmo di una coppia.
L’unica evasione da questo “piccolo” mondo consente ad un personaggio secondario di rivendicare all’uomo di poter scegliere come morire. E come vivere: coscienti, senza fughe dalla realtà.
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| | Carnage | (di Penelope Pit-Stop) | | | |  Ottimi interpreti per questo “Atto unico”, esperimento interessante che ha per protagonista l’eterno scontro tra la voglia di essere civili e il senso di giustizia e porta così alla ribalta dissidi di coppia, interiori e sociali. Il dialogo/scontro di matrice teatrale si articola bene, avrebbe meritato, però, un finale diverso.
Da vedere.
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| Ci sono 2 recensioni presenti per questo film | | | - Leggi TUTTE le recensioni del film - | | - Scrivi la tua recensione - | __________________________________________________________
| | I tre moschettieri (2011) | (di Technino) | | | |
Questa nuova versione in chiave fantastica dei romanzo di Dumas e’ un film bellissimo. Avventura e fantasia si mescolano in maniera mirabile per offrirci in film di puro intrattenimento di gran livello, con un 3D nettamente migliorato rispetto a quelli di un anno fa (con la doverosa eccezione di Avatar…): schermo molto piu’ luminoso e contrastato, scene molto piu’ nitide, e maggiore profondita’ di messa a fuoco.
Il film segue la storia di Dumas, con un’eccezione assolutamente fantastica, partorita addirittura dalla mente di…Leonardo da Vinci! Non vi diciamo cosa e’, ma se avete visto il trailer lo sapete gia’…
Il regista Paul W.S. Anderson, aiutato da un’ottima sceneggiatura, una bella scenografia (con una Parigi ricostruita in vari punti con l’ausilio del digitale) e da attori di livello, riesce a mantenere il ritmo del film sempre alto e coinvolgente, raccontando una storia in cui la trama del libro di Dumas si mescola con trovate fantastiche in maniera sempre spettacolare ed emozionante.
Dicevamo degli attori: Cristoph Waltz, straordinario interprete di Richelieu, freddo e spietato come ce lo immaginavamo leggendo il romanzo (ricordiamo il suo Oscar nei panni di un glaciale cacciatore di ebrei nazista in “Bastardi senza gloria” di Tarantino), Milla Jovovich (il “Quinto Elemento” di Luc Besson..), nei panni di una Milady maestra di intrighi e di...combattimenti alla Matrix, Matthew Macfadyen conferisce ad Athos un orgoglio ferito degno del suo Darcy di “Orgoglio e pregiudizio”, Orlando Bloom torna su una nave dopo il successo della serie dei Pirati dei Carabi, il giovane Logan Lerman e’ un simpatico ed acrobatico D’Artagnan mentre l’attore danese Mads Mikkelsen (lo ricordiamo avversario di Daniel Craig in “007 - Casino Royale”) e’ un Rochefort odioso quanto basta.
Una menzione a parte merita l’inizio del fim, con la bellissima presentazione dei personaggi: quella di Athos, agli appassionati di video giochi, ricordera’ Ezio di Assassin Creed… In definitiva, un film spettacolare che divertira’ grandi e piccoli. Da non perdere sul grande schermo.
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| | L’alba del pianeta delle scimmie | (di L’Irriverente) | | | | 
In un laboratorio di un’azienda farmaceutica, interessata solo ai profitti, viene studiata una cura per l’Alzheimer attraverso un virus in grado di stimolare i neuroni del cervello.
Prima della sperimentazione umana, i test sono effettuati su degli scimpanzé che, attraverso il virus, manifestano uno spiccato incremento delle doti intellettive.
Finito con esito negativo il primo test, lo studio viene sospeso e i laboratori chiusi con l’ordine di sterminare gli scimpanzé ai quali è stato inoculato il virus.
Una delle cavie, però, è incinta ed il dottore che si occupa del progetto, decide di portare il neonato con sé per proseguire gli studi in autonomia.
Con il passare del tempo, il piccolo primate viene cresciuto come un figlio fino al giorno in cui dovrà fare i conti con la propria identità.
Iniziata nel lontano 1968, la saga de “Il pianeta delle scimmie” si completa di un tassello quasi mancante all’interno della trama ambientata avanti e indietro nel tempo.
Con questo film si racconta come è stato possibile arrivare ad un futuro dominato dalle scimmie.
Trama già raccontata, senza implicazioni scientifiche, nel capitolo “1999 Conquista della Terra” in cui le scimmie si ribellano dal loro stato di schiavitù in un paradosso spazio-temporale iniziato dal precedente “Fuga dal pianeta delle scimmie”. E dallo stesso film è stato attinto il nome di “Cesare”, il nome di un grande condottiero attribuito alla scimmia che guiderà la sua specie contro una razza umana sempre più violenta e in decadimento.
Se, infatti, nel quarto capitolo della serie classica, alle scimmie non rimane altro che rispondere alla violenza con altra violenza, scendendo di fatto allo stesso livello dell’Uomo, in questo moderno capitolo-reboot (godibile anche senza aver mai visto gli altri film), la scimmia mette in risalto tutto lo squallore della razza a cui apparteniamo: esseri presuntemente dotati di ragione, ma che sono più bestie degli animali stessi, capaci di far male per denaro o per il solo gusto di farlo.
Per tutto il film si simpatizza, infatti, per Cesare, tra critica alla società e spettacolarità degna di un ottimo blockbuster americano.
Da segnalare che per tutto il film non è stato utilizzato, per la recitazione, alcun animale addestrato. Tutti gli animali sono realizzati magnificamente in computer grafica ed il protagonista è animato da Andy Serkis, lo stesso attore che ha dato vita a fenomeni come il Gollum de "Il Signore degli Anelli" e all'ultimo King Kong di Peter Jackson.
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