Il film si svolge inizialmente nell’Algeria del 1957 dove
uno scrittore, Jean Cormery, vi torna. Segue un lungo flashback negli anni 20
in cui Jean rivive la sua infanzia. Scopriamo che il padre è morto giovane durante
la prima guerra mondiale e che la nonna ha provveduto al sostentamento della
famiglia. In particolare Jean ricorda la sua formazione scolastica ed il suo
desiderio di proseguire gli studi nonostante l’opposizione della nonna che
vorrebbe avviarlo al lavoro. Del suo maestro gli resta impressa una frase:
“Ogni bambino contiene già i germi dell’uomo che diventerà”.
Si ritorna nel 1957 e Jean rivede la madre, il suo maestro
ed un amico d’infanzia che gli chiede di aiutare a salvare il figlio dalla pena
capitale.
Con “Il primo uomo”, tratto da un romanzo incompiuto di
Camus, Gianni Amelio ci consegna un altro grande film, realizzato in maniera
pregevole e particolarmente attento alla ricostruzione storica dell’Algeria in
due diversi spazi temporali. Notevole l’interpretazione affidata a Jacques
Gamblin, tra gli attori preferiti di Lelouch. Amelio, uno dei migliori registi
italiani, ha sempre diretto opere interessanti spaziando su tematiche diverse.
Pensiamo a “Colpire al cuore” (1982), a “Porte aperte” (1990) e a “Il ladro di
bambini” (1992, forse il suo capolavoro): film che hanno fatto la storia del
cinema degli ultimi 30 anni.
Grazie ad Amelio e a pochi altri registi il cinema italiano
puo’ volare alto.
Assolutamente consigliato.