Ryan Bingham (George Clooney) e’ un “tagliatore di teste”, uno degli strani e cinici mestieri dell’America odierna, attanagliata dalla crisi economica piu’ grave degli ultimi anni. La ditta a cui appartiene utilizza i suoi “specialisti” per licenziare le persone in esubero, permettendo ai relativi capi di evitare l’imbarazzo di fronte a collaboratori fedeli che hanno il solo torto di trovarsi travolti dalla crisi. Lo fa sempre con le stesse frasi ipocrite, falsamente consolatorie, senza alcuna partecipazione al dramma di chi sta licenziando: per lui e’ solo un mestiere come un altro. Il suo lavoro apparentemente non lo arricchisce (non ha la Porsche dei manager americani arrivati), vive in un monolocale che lo vede dormire nel suo letto solo per una media di 40 giorni l’anno, perche’ il resto della “vita” lo passa in aereo, accumulando punti fedelta’ con l’obbiettivo che sembra essere il suo unico scopo di vita: raggiungere 10 milioni di miglia ed ottenere cosi’ l’ingresso ad un club esclusivo della linea aerea con cui vola: la carta Executive in argento a vita, il nome su uno degli aerei di linea ed i complimenti del comandante della flotta.
Ma le novita’ nella vita si presentano all’improvviso e per Bingham sono costituite da un’efficientissima neolaureata (una bravissima Anna Kendrick, che ha avuto la nomination al Golden Globe per la sua interpretazione) ed un’affascinante viaggiatrice con cui inizia una relazione fatta di incontri saltuari….
Il film, liberamente tratto dal romanzo omonimo di Walter Kirn, e’ diretto da Jason Reitman, un giovane che ha al suo attivo la regia di Juno, un film che fu candidato all’Oscar.
La sua regia e’ asciutta e cerca di mettere in risalto i sentimenti dei personaggi con una serie di primi piani efficaci (crudi e, talvolta, terribili quelli delle persone che vengono licenziate). Il film si giova di un buon dialogo che, in certi momenti, strappa piu’ di un sorriso, ma fondamentalmente e’ una commedia agrodolce che non concede soverchie speranze: la vita e’ quella che si decide di fare ed e’ difficile cambiarla anche se, ad un certo punto, ci si rende conto che quella che si e’ scelta e’ vuota, fatta solo di aeroporti in cui ognuno di noi vive per conto suo, legge, ascolta musica in cuffia e ha smesso di parlare e sorridere.
Anche se si e’ riusciti a conquistare una delle sette Carte Executive d’Argento esistenti…