In un futuro non molto improbabile, la vita delle persone è totalmente cambiata a causa dell’introduzione nel mercato dei “surrogati”, robot dall’aspetto perfettamente umano che, comandati comodamente da casa, svolgono tutte le mansioni al posto dell’umano che li pilota.
Un giorno, però, due surrogati vengono uccisi; il particolare non di poco conto è che, per la prima volta, anche i rispettivi umani subiscono i danni dei loro cloni robotici.
Gli agenti Greer e Peters, o meglio i loro surrogati, indagano sul caso per scoprire che uno degli assassinati è il figlio del primo creatore degli automi.
Gli autori riescono a realizzare un ottimo film mescolando gli elementi del thriller fantascientifico con quelli della denuncia sociale e politica, tenendo inchiodato lo spettatore fino alla fine.
Bruce Willis è perfetto nella parte che riprende quella di tante sue altre interpretazioni.
Forse, l’elemento che più fa paura nel film è il volersi chiudere in casa per non affrontare la realtà e lasciare che altri facciano al nostro posto… niente di più attuale.
Una realtà che diventa, alla fine, di soli automi propensi solo ad obbedire e ad “apparire” anziché “essere”.
Notevole pellicola sotto tutti gli aspetti, ispirata da un fumetto che sembra in tutto e per tutto un’opera del geniale Philip K. Dick.