 Ultimi Film visti al Cinema - Consigli e opinioni Potete lasciare un vostro commento selezionando il titolo del film
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| | pag. 1 2 3 4 | ELENCO COMPLETO | | | | Tutti pazzi per Rose (Populaire) | (di Technino) | | | | 
Siamo nel 1959: Rose
Pamphyle (Deborah Francois) e’ una ragazza di un paesetto della bassa
Normandia, sognatrice ed un po’ impacciata, che vuole sfuggire al destino di
casalinga progettato per lei dal padre, che la vorrebbe sposata al meccanico
del paese. Ma Rose ha altri piani, si e’ allenata a battere a macchina e, con
due sole dita, e’ diventata velocissima: vuole fare la Segretaria, per andare
in citta’ e cercare cosi’ di entrare in contatto con un mondo piu’ moderno ed
emancipato.
Il mondo della
dattilografia oggi ci appare quasi arcaico, ma in quegli anni incarnava il mito
della velocità su cui si fondava l'era del dopoguerra, tanto che venivano
addirittura disputati seguitissimi campionati per misurare la velocità di
scrittura sulla macchina da scrivere, che davano fama e denaro a chi li vinceva.
Rose viene assunta da un assicuratore, Louis
Échard (Romain Duris), un uomo gentile ma tormentato, che nota la sua straordinaria
velocita’ di scrittura a macchina e comincia ad addestrarla per vincere il
campionato di dattilografia…..
Il regista Regis Roinsard ci porta nel mondo
sognante di fine anni ’50, dove tutto, dai colori pastello, alle auto ed all’arredamento,
ispirava ottimismo.
In questo mondo si inserisce benissimo la storia romantica di
Rose, interpretata splendidamente da Deborah Francois, che riesce a caricare di
simpatia il personaggio, esaltandone il carattere volitivo e schietto, e la
grande onesta’ intellettuale: un donna che e’ molto avanti rispetto agli
stereotipi degli anni ‘50 e che sentiamo vicina proprio per questa sua
modernita’.
La sceneggiatura, che si giova di un dialogo brillante ed
originale, non lascia mai soli i due protagonisti ed arriva al finale in un
crescendo emotivo che ha strappato applausi in sala.
In conclusione un film delizioso, che fa venire la voglia di
rivederlo subito. Attendiamo il DVD o il Blu Ray….
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| | Fast & Furious 6 | (di Technino) | | | | 
Il sesto episodio della saga di Fast & Furious parte da
una localita’ tranquilla in cui Dom (Vin Diesel)
e Brian (Paul Walker) si sono ormai ritirati a
vita privata. La colossale rapina compiuta a Rio, che ha fruttato loro 100
milioni di dollari, ha permesso ai due uomini e al resto della banda di
assicurarsi una vita tranquilla e lontana dal crimine. Ma l’avventura, ovviamente,
li attende ancora ed arriva nei panni dell’agente FBI Luke Hobbs (il possente Dwayne Johnson), che sta dando la caccia ad un'organizzazione
criminale, che vuole impossessarsi di un congegno in grado di far cadere gli
Stati Uniti in un black-out totale delle comunicazioni.
Non è però lo spirito patriottico che spinge Dom e Brian a
collaborare: l'arma di persuasione è piuttosto una foto che ritrae Letty, donna
un tempo amata da Dom, in mezzo alla banda ricercata, guidata dal pericoloso ex
militare Owen Shaw (Luke Evans).
Dom, che finora aveva creduto Letty morta, accetta la
missione senza esitare e, insieme all’inseparabile Brian, raduna il resto della
banda per prepararla ad una nuova avventura….
Fast & Furious, iniziato nel 2001 da Rob Cohen, con questo sesto capitolo si conferma uno
dei più longevi (e redditizi) tra i film d’azione attuali. La squadra e’ collaudata,
ai protagonisti Vin Diesel e Paul Walker torna ad affiancarsi il viso volitivo
e pieno di grinta di Michelle Rodriguez, nella
parte della smemorata ex ragazza di Dom. Il regista Justin
Lin e lo sceneggiatore Chris Morgan,
entrati nella saga a partire dal terzo capitolo, riescono a confezionare un
prodotto che soddisfa sia gli appassionati della serie, che rivedendo gli
stessi attori protagonisti si sentono subito “a casa”, che gli spettatori che
sono andati a vedere solo questo capitolo, che ha una trama autonoma ed immediatamente
fruibile da tutti.
L’azione e’ presente in dosi massicce in tutto il film, gli effetti sono di
qualita’ e soddisfano anche i palati piu’ esigenti. Inoltre, ed e’ un merito,
il film ha un aspetto disancorato volutamente dalla realta’, che lo trasforma
in spettacolo puro, trascinando la platea all’applauso ed alle risate, anche in
virtu’ di un dialogo spesso divertente ed autoironico.
In conclusione, un film fatto apposta per gli amanti degli
“action movies”, che diverte sia i fan della serie che lo spettatore
occasionale. E nei titoli di coda e’ annunciato il prossimo episodio…
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| | Il grande Gatsby | (di Technino) | | | | 
Il grande Gatsby, il
romanzo capolavoro di F. Scott Fitzgerald, e’ stato gia’ rappresentato sul
grande schermo, l’ultima volta nel 1974 con la sceneggiatura di Coppola. Ora ci
prova il regista Baz Luhrmann, gia’ autore del bellissimo musical Moulin Rouge,
con Nicole Kidmann ed Ewan Mc Gregor.
Sullo sfondo dell’America
rutilante dei primi anni ’20, in cui la borsa trascinava l’economia e faceva
illudere che la ricchezza sarebbe aumentata all’infinito (prima del tragico
risveglio con la grande depressione del 1929), il romanzo racconta la storia
d’amore di un giovane ricchissimo e misterioso, Jay Gatsby (Leonardo Di
Caprio), che vive da solo, circondato solo dai servitori, in una villa enorme
in cui organizza ogni fine settimana feste strepitose senza invito a cui possono partecipare tutti,
da proletari e politici, da attori a ricchi borghesi…..
E’ inutile raccontare la
trama: chi ha letto il libro la conosce, e chi non l’avesse letto avra’ il
piacere di scoprirlo al cinema.
Qualche critico ha accusato
il regista di aver incentrato la narrazione troppo sulla storia d’amore,
trascurando gli aspetti di critica sociale del libro di Fitzgerald: non siamo
d’accordo, nel film sono presenti molte scene in cui si vedono i terribili contrasti
di un’epoca in cui spesso la ricchezza era accompagnata da assenza di morale e
sensibilita’ sociale, ma e’ giusto che la parte principale del film sia
dedicata alla storia d’amore che rivela tutta l’umanita’ di Gatsby, personaggio
controverso ma dotato della capacita’ di seguire i propri sogni fino alle
estreme conseguenze.
La scenografia del film e’ bellissima
e coivolgente: vi troviamo rappresentati in maniera perfetta ed emozionante l’ambiente
delle feste, i palazzi dei ricchi, la New York dei locali notturni ed il vero e
proprio “inferno” delle centrali elettriche a carbone, in cui operai
completamente anneriti e stremati lavoravano per dare energia ad una societa’
che faceva a gara a dissiparla a piu’ non posso.
L’ottimo lavoro del regista
e’ completato da un cast di attori molto ben assortito: Di Caprio, star
assoluta, riesce a dare al personaggio di Gatsby una profondita’ emotiva
straordinaria, con una recitazione misurata e di grande sensibilita’; Tobey
McGuire, nella parte di Nick Carraway (alter ego di Scott Fitzgerald) e’
perfettamente a suo agio, cosi come Carey Mulligan nei panni di Daisy, l’amore
della vita di Gatsby.
In conclusione, un
bellissimo film che vale la pena di vedere sul grande schermo (meglio se in 3D)
per apprezzare la straordinaria ricchezza della scenografia.
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| | Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe | (di Technino) | | | | 
Cosa succede ad Hansel
& Gretel dopo la favola? E’ quello che il regista norvegese Tommy Wirkola
immagina in questo film, che vede i due ragazzi, molti anni dopo aver bruciato
la strega che voleva mangiarseli, fare i cacciatori di streghe di professione.
I due attori che li interpretano sono stati scelti con mano felice: la parte di
Gretel e’ stata affidata a Gemma Arterton, attrice inglese volitiva e bravissima
nei ruoli di azione (la ricordiamo in “007 – Quantum of Solace” al fianco
Daniel Craig, in “Prince of Persia, le sabbie del tempo” nel ruolo della
principessa e nella scombiccherata ragazza della commedia inglese “Tamara
Drewe”): armata di un’avveniristica balestra mitragliatrice che spara dardi in
tutte le direzioni (le streghe si sa, si muovono molto velocemente…) da’ alla
parte tutto il suo carisma; Hansel e’ Jeremy Renner, ottimo attore
specializzato anche lui in ruoli d’azione (lo ricordiamo a fianco di Tom Cruise
in “Mission Impossibile 4” ed in “The Avengers” nella parte di Falco) che
interpreta il personaggio in modo molto dinamico e pieno di grinta. Completa il
cast degli attori principali l’immancabile Strega Cattiva (Maxima!),
interpretata dall’attrice olandese Famke Janssen: con uno sguardo che raggela,
e’ una delle streghe cattive piu’ convincenti che si possano immaginare, che sa
usare anche la sua bellezza inquietante quando serve (in “007 – Golden Eye” era
Xenia, la spia che si divertiva a strozzare con le sue gambe d’acciaio i
malcapitati che volevano sedurla, ed in X–Men la mutante Jane Grey).
Il regista segue una sceneggiatura
che privilegia l’azione alla narrazione (ma forse e’ quello che ci si aspetta
da film di questo tipo…) e, anche con l’ausilio di un ottimo 3D, da’ allo
spettatore un paio d’ore di “divertissement” senza altre pretese.
Vale la pena di vedere il film? Sicuramente
si’, se vi piacciono i film “fantasy” d’azione e volete passare un serata a
caccia di streghe, ma tenete conto, se siete sensibili alla vista del sangue
(anche se “digitale”), che il film e’ molto “splatter” e quindi vi troverete
spesso, grazie al 3D, a ricevere schizzi di sangue in faccia!
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| | Iron Man 3 | (di Technino) | | | | 
Nel terzo film
della serie Tony Stark, alias Iron Man (Robert Downey Jr.) e’ molto spesso un
uomo senza la “magica" armatura, costretto a combattere sfruttando solo i suoi
muscoli, la sua intelligenza e la sua determinazione. La sua nuova
rivoluzionaria armatura n. 47, l'ultima della collezione, ha i pezzi che raggiungono
in volo il corpo dell'eroe e gli si attaccano uno ad uno come veri e propri
componenti (e, in attesa che arrivino tutti, lo fanno combattere con una gamba
e un braccio corazzati e il resto del corpo vulnerabile e visibile), non e' solo una
grande idea per un effetto speciale, ma significa anche che l’uomo dietro la
maschera di metallo e’ quello che combatte e spesso si trova a farlo senza
alcuna protezione perche’ la nuova armatura qualche “difettuccio” ancora ce l’ha…..
Iron Man 3 è un sequel
diretto di The Avengers, campione
d'incassi della scorsa estate e terzo maggiore incasso della storia del cinema,
in cui la squadra dei Vendicatori respingeva l'invasione aliena capitanata da
Loki salvando il mondo. Questi eventi hanno lasciato segni profondi in Tony
Stark. Lo ritroviamo in pieno stress post-traumatico, con attacchi di panico
che gli danno un senso profondo di vulnerabilità che cerca di esorcizzare
rinchiudendosi nel suo laboratorio e dedicandosi alla costruzione di corazze in
versioni sempre più avanzate. Fermiamoci qui per non togliere il gusto di
scoprire la trama del film , che riserva qualche sorpresa…
Il regista Shane
Black, che e’ anche co-sceneggiatore del film insieme a Drew Pearce, riesce
darci un film divertente (il dialogo e’ pieno di battute dissacranti…) e con
scene di azione straordinarie, che si giovano di un montaggio con ritmi
mozzafiato.
Il regista e’ ovviamente
aiutato dagli attori: Robert Downey Jr. e’ pieno di ironia, ormai perfetto
nella parte di Iron Man, e Gwyneth Paltrow (da poco nominata dalla rivista “People”
la donna piu’ bella del mondo) da’ alla segretaria e fidanzata
Pepper Potts anche un “dinamismo” senza precedenti nella serie. Ben Kingsley
nella parte del nuovo nemico ("Il Mandarino") e Guy Pearce nella parte dello scienziato
Aldrich Killian non sono da meno, con una menzione particolare per Ben Kingsley,
uno dei “cattivi” piu’ originali e sorprendenti degli ultimi film di questo
tipo.
La Marvel fa
ancora centro dopo il successo di The Avengers, e si prepara a lanciare il
nuovo film di Thor, che vedra’ ancora la presenza di Chris Hemsworth, Natalie
Portman ed Anthony Hopkins a garantirci emozione e divertimento. Il filone dei
film sugli eroi Marvel sembra destinato ad un successo duraturo….
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| | Oblivion | (di Technino) | | | | 
Siamo nel 2077: Jack
Harper (Tom Cruise) è un tecnico adibito alla manutenzione dei droni che
proteggono dagli Scavengers, ultimi
spopravvisuti della popolazione aliena che aveva invaso la terra ed era stata
sconfitta con una devastante guerra nucleare, le gigantesche trivelle che
trasformano l’acqua degli oceani, tramite la fusione nucleare, in energia che
viene utilizzata per la sopravvivenza della popolazione terrestre superstite,
trasferitasi su Titano - una delle lune di Saturno.
Per proteggere la
missione, e il futuro dell'umanità, la memoria di Jack e della sua compagna
Victoria, che divide con lui una spettacolare base oltre la cortina delle nubi,
è stata cancellata; quel che sa è che, una volta esaurito il suo compito, il
suo futuro è su Titano.
A turbarlo, tuttavia, ci sono degli incomprensibili ma
vividi frammenti di un ricordo, in cui compare una New York affollata alla
vigilia dell'invasione aliena che aveva causato la guerra, e una bellissima
donna che non è Vika, ma che gli sembra di amare da sempre.
Jack continua nella
sua routine giornaliera di manutenzione dei droni, fino a che sulla Terra non
attera una capsula che apparteneva ad un’astronave in avaria, lanciata sessant'anni prima, a bordo della quale viaggia un equipaggio ancora
immerso nell'oblio dell'ipersonno Delta….
Ci fermiamo qui per non togliere allo
spettatore il piacere di scoprire la storia, originale ed emozionante, che il
film racconta. Il film e’ bellissimo, ci tiene con il fiato sospeso durante le
missioni di Jack e man mano che la trama si comincia a capire. Il soggetto
rimanda, come omaggio, ad alcuni film che hanno fatto la storia della
fantascienza, in particolare a “Star Wars” ed a “La fuga di Logan”, con una
citazione presa da “WALL-E”, il meraviglioso film della Pixar. Il regista
Joseph Kosinski, che aveva diretto con maestria anche Tron Legacy, e’ anche
l’autore del soggetto. Alla fine forse rimarrete sorpresi ma, se ripensate agli
indizi di cui il film e’ disseminato, vedrete che riuscirete a far combaciare
tutte le tessere
di un puzzle fantascientifico
affascinante.
Il film e’ pieno di scene d’azione spettacolari,
che vi terranno con il fiato sospeso fino alla fine e ci mostra ancora una
volta un Tom Cruise assolutamente fantastico: non sbaglia un film, e’ sempre
nella parte e riesce ad emozionarci fino alla fine, con il suo sguardo ardente
da eroe “puro”, che buca lo schermo e ci trascina letteralmente
nell’avventura.
Accanto a Cruise troviamo il sempre valido
Morgan Freeman e due eccellenti attrici giovani, Olga Kurylenko (che ricordiamo
in “007 – Quantum of Solace”) ed Andrea Riseborough, giovane attrice inglese
che riesce ad esprimere, dietro l’apparente freddezza della coordinatrice
tecnica delle missioni
di Jack, tutta la passione che reprime
dentro di se’.
In conclusione, un film che gli
amanti della fantascienza non devono assolutamente lasciarsi sfuggire….
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| | Viva la libertà | (di Foster Kane) | | | | 
Enrico Oliveri (Toni Servillo) è il segretario del principale partito di sinistra. Durante un congresso viene contestato. Sarà questa la goccia che farà traboccare il vaso. Già in crisi a causa della perdita dei consensi testimoniata dai sondaggi decide di abbandonare tutto e tutti (compresa la moglie) e di rifugiarsi a Parigi da una sua fiamma del passato, Danielle (Valeria Bruni Tedeschi), sposata con un noto regista asiatico molto apprezzato da Enrico (che, sorpresa, ignorava fosse il marito). A Roma intanto il suo braccio destro Andrea Bottini (Valerio Mastrandrea), cerca di nascondere il tutto facendo credere che Enrico sia momentaneamente malato. Ma ovviamente non potrà continuare a mentire a lungo. Così decide di andare a trovare il fratello gemello, professore di filosofia da poco dimesso da una casa di cura. Sarà proprio quest’ultimo ad avere una geniale intuizione…
“Viva la libertà”, quarto film diretto da Roberto Andò, può essere letto innanzitutto come una critica surreale della sinistra di oggi. Ma il regista, tra l’altro studioso di filosofia, va oltre e, sempre in modo surreale e anche divertente (si pensi all’ incontro danzato con la cancelliera tedesca), ci offre un’analisi su di un uomo privo di esperienza in campo politico ma che affidandosi esclusivamente alla sua saggezza riesce a raccogliere in pochissimo tempo grandi consensi.
Film di alto livello, diretto con mano sicura da un regista che vanta esperienze anche in campo teatrale e che non poteva trovare un attore migliore di Toni Servillo (qui in un doppio ruolo come ne “L’uomo in più” di Sorrentino), anche lui grande attore teatrale oltre che cinematografico. Ed è sicuramente grazie a Servillo che il film acquista un valore prezioso.
Assolutamente consigliato "Viva la libertà" è un film imperdibile per gli stimatori di Servillo. Che fortuna per il cinema italiano avere attori come lui!
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| | Amiche da morire | (di Technino) | | | | 
Olivia (Cristiana Capotondi), Gilda (Claudia Gerini) e Crocetta (Sabrina
Impacciatore) sono tre donne che vivono in una sperduta isoletta del Sud, dove
si è condannate dalle malelingue ad un destino immodificabile.
La prima è la
moglie invidiata del bellissimo Rocco. Ingenua e svenevole, e’ invidiata dalle beghine
del luogo che, vestite come le Parche, continuano a profetizzarle il prossimo
tradimento del marito. Con la stessa animosità le beghine attaccano Gilda, la prostituta
del borgo, denigrata per la sua carica erotica e per quel mestiere che la mette
'faccia a faccia' con tutti gli uomini del circondario. Infine, Crocetta è la
sventurata zitella, perseguitata da ingiusta fama di iettatrice. Nulla hanno in
comune tra loro, se non il fatto di essere considerate degli strani soggetti.
Ma
accade un imprevisto che le costringera’ a comportarsi da amiche, conoscendosi
meglio fino ad apprezzarsi reciprocamente.
Amiche da morire, opera prima di Giorgia Farina, è un film ben scritto, ben girato e ben
interpretato; una pellicola che mescola la commedia con il noir, grazie ad una
sceneggiatura originale e brillante, con un dialogo divertentissimo fra le simpatiche
protagoniste. Le tre attrici recitano con grande “empatia”, intergrandosi l’una
con l’altra con una comicita’ a volte travolgente. Un menzione a parte merita
Sabrina Impacciatore, che disegna il personaggio della donna siciliana piena di
inibizioni, vessata da una madre possessiva fino alla follia, con una disinvoltura e comicita’ che qualche volta ricordano quelle di Monica Vitti ne “La
ragazza con la pistola”.
Il film, mai
volgare, e’ molto gradevole: consigliato per una serata spensierata fra amici.
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| | I Croods | (di Fujiko) | | | | 
All’età della pietra le ambizioni, i sogni e i desideri di un
adolescente non sembrano così differenti da oggi.
La super unita famiglia Croods non fa eccezione e a causa della smania di
conoscere il mondo della figlia maggiore, si troveranno ad affrontare
un’infinità di avventure.
Garantiscono i creatori di "Dragon Trainer".
Cos’è al centro del
nostro mondo fin dall’Età della Pietra? La famiglia! Ed è proprio questo
che sono I Croods, una modernissima famiglia di…CAVERNICOLI!
Approcciandosi alla vita
quotidiana con un’esasperata prudenza, quella di chi deve sopravvivere
ai pericoli che derivano dall’evolversi della Civiltà, ci sanno regalare
calore e sentimenti che nemmeno il trascorrere
delle Ere ha mai potuto modificare: l’unione familiare è la cosa più
importante! E questo messaggio è servito al pubblico in modo comico,
bizzarro, allegro tanto che non sentiamo il peso che un legame familiare
così forte porta con sé, ma avvertiamo solo la
forza che ne deriva tanto da intendere che anche noi, con la nostra
famiglia alle spalle, possiamo superare tutto…anche la fine del
Paleolitico!
Cataclismi,
terremoti ed eruzioni vulcaniche, queste sono le disavventure che I
Croods si trovano d’un tratto a dover superare e lo fanno tra colpi di
scena, gag
a go-go e le risate che ne conseguono. Vietato svelare le scene del
film, ma...
l’effetto comico legato alla sperimentazione delle prime volte è esilarante.
In questo film c’è posto
per ogni tipo di spettatore: i papà si potranno rispecchiare in Grug,
il capofamiglia, che ha fatto del proteggere la moglie e i figli la sua
missione di vita; le giovani adolescenti comprenderanno
la ribelle Eep, che non vede l’ora di
volare fuori dai propri confini domestici ed esplorare il mondo; i
ragazzi vedranno in Guy un ragazzo come loro, con un’immaginazione senza
limiti, il quale con l’incoscienza e l’entusiasmo tipico dei giovani
trascinerà i Croods verso il “Domani”.
Non
rimane che augurarvi buona visione, per mano con la vostra mamma, in
braccio al vostro papà, insieme a degli amici… insomma l’importante è
stare uniti, aprendosi
alle novità.
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| | Il lato positivo (Silver Linings Playbook) | (di Technino) | | | | 
Due anime rese tormentate dalle vicende della
vita si incontrano per caso: dall’incontro nascera’ la certezza che la tempesta
è passata per entrambi spingendoli a guardare al futuro con ottimismo.
E' su
questa sensazione di scampato pericolo e voglia di ricominciare che David O. Russel ha costruito il film
adattando per il grande schermo l'omonimo romanzo di Matthew Quick. La pellicola di
Russel e’ stata pluricandidata agli Oscar (Nominations per Jennifer Lawrence,
vincitrice come attrice protagonista, e Nominations agli altri tre attori
principali, Bradley
Cooper, Robert De Niro e Jackie Weaver), ed ha avuto anche
le Nominations come miglior film, regia e sceneggiatura non originale: malgrado
tutte le Nominations, il film non e’ un capolavoro, ma e’ di quelli che non si
dimenticano facilmente…
Pat
Solatano (Bradley
Cooper) è
afflitto da un disturbo bipolare dopo il tradimento della moglie: ricoverato in
una clinica psichiatrica per aver pestato a sangue l'amante colto in flagrante,
è tenuto sotto controllo dai farmaci che deve assumere per evitare l'esplosione
di una nuova crisi; Tiffany (Jennifer Lawrence) è una giovane vedova con problemi di
dipendenza dal sesso.
Pat,
grazie al patteggiamento della pena che avrebbe dovuto scontare, torna a vivere
con i suoi genitori ed incontra casualmente Tiffany…..
La
più classica delle situazioni della commedia sentimentale diventa per Russell
lo spunto per una rilettura originale del genere, resa possibile dalla
straordinarietà dei due personaggi principali, una coppia di "borderline"
verosimili.
Il successo del film e’ dovuto, oltre al talento del regista, alla
bravura degli interpreti principali, che interpretano le rispettive parti con
grande sensibilita’: Bradley Cooper è bravo, Jennifer Lawrence ancora di più, mentre Robert De Niro riesce, dopo tanto
tempo, a fornire un'interpretazione genuina e sentita di quello che è forse il
ruolo più importante di tutto il film, per la drammatica mescolanza di insensibilita', violenza
e simpatia che incarna.
In
conclusione, una commedia sentimentale originale che vale la pena di vedere.
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| | Il grande e potente Oz | (di Technino) | | | | 
Il Mago di Oz, personaggio
creato da L. Frank Baum, mancava sul grande schermo dal 1985, anno in cui la Disney
realizzò “Nel fantastico mondo di Oz”, sequel non ufficiale del celebrato
classico Il mago di Oz, interpretato nel 1939 da Judy Garland. Ed e’ ancora la Disney
a riproporre il celebre personaggio, scegliendo di raccontarne le origini ne
“Il grande e potente Oz” affidando la regia del film a Sam Raimi.
Il protagonista è
un mago da baraccone di mezza tacca, donnaiolo e moralmente abietto, che fugge
in mongolfiera dopo essersi vista svelata l'ennesima truffa; catturato da un
ciclone, l'uomo viene catapultato nell'incantato paese di Oz, dove tutti lo
accolgono come il Mago da tempo atteso, che dovrà liberare il regno dal potere
di una strega malvagia. Ma eliminare la strega sarà un compito più complicato
del previsto….
Raimi fa un'operazione migliore rispetto a
quella, concettualmente simile, fatta da Tim Burton in Alice in Wonderland, perche’ si adegua (giustamente..) ai
canoni di un'opera tanto squisitamente disneyana nella concezione, quanto
figlia dei suoi tempi nella resa visiva: la messa in scena del regista e’
sempre divertita, giovandosi di dialoghi brillanti e di un universo
“straripante” da un punto di vista visivo.
L'aspetto più interessante del film risiede sicuramente nel suo look, che passa
con disinvoltura dal bianco e nero della fase iniziale che si svolge nel mondo
reale (girata in schermo ridotto, equivalente al 4:3 televisivo),
all'"apertura" al formato panoramico e al colore nel momento in cui
il protagonista sbarca nel mondo incantato. Questa scelta (che e’ anche un
omaggio al film del 1939 che aveva prologo ed epilogo girati in B/N) permette
di avere uno stacco netto fra i due mondi, caricando di colori esasperati e
quasi ubriacanti il fantastico regno di Oz. La vegetazione, le variegate
creature che lo abitano, gli sgargianti abiti dei cittadini del regno, le fantasmagoriche
scenografie della Città di Smeraldo e quelle del castello di Glinda: tutto è
all'insegna di composizioni cromatiche che irretiscono l'occhio e lo inebriano
con classe. L'ottimo l’uso del 3D, con cui Raimi mescola le vecchie tecniche che
scagliano oggetti contro lo spettatore con la profondita’ di immagine delle
tecniche recenti, migliora il gia’ notevole impatto visivo del film.
A una sceneggiatura divertente e particolare, Il grande e potente Oz somma una riflessione
sul cinema come fabbrica di illusioni, come strumento "magico" per
eccellenza. Il riferimento a Thomas Edison e al suo
cinetoscopio, nonché la rilettura del personaggio del Mago come cineasta ante
litteram, testimoniano un amore per le origini dell'arte cinematografica, per
quel periodo di invenzioni e possibilità che sembravano infinite, già celebrato
in un contesto diverso da Martin Scorsese nel suo Hugo Cabret.
James
Franco
conferma la sua ottima versatilità di attore, dando vita a un Oz simpaticissimo,
un misto di sbruffoneria, carisma e autoironia; le controparti femminili Mila Kunis, Michelle
Williams e Rachel Weisz vestono i panni di tre streghe efficaci e
magnetiche.
In conclusione, un film fantastico che ha
i numeri per piacere a tutti gli appassionati di “cinema”. Da non perdere.
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| | La migliore offerta | (di Foster Kane) | | | | 
Virgil
Oldman (Geoffrey Rush) è un uomo sulla sessantina, ricco e non hai mai vissuto
con una donna. Di professione è antiquario ed inoltre si diletta a fare il
banditore d’aste. Uomo elegante e d’altri tempi ha sempre rifiutato di
utilizzare il telefono cellulare: ne riceve uno in regalo ma lo lascia nella
sua confezione. Un bel giorno però si sente costretto ad utilizzarlo… Perché?
Si
da il caso che Virgil abbia ricevuto da un’ereditiera, Claire, l’incarico di
catalogare gli oggetti presenti nella sua villa. Si innamorerà della donna ma…
Ovviamente
non sveliamo il finale (bellissimo) che riserverà una grossa ed inaspettata sorpresa.
E
Giuseppe Tornatore torna (permettetemi il gioco di parole…) a colpire! E colpire bene
con un film realizzato con un notevole dispendio di risorse, tecnicamente
eccellente e con attori in gran forma (oltre al protagonista è degna di lode
l’interpretazione di Donald Sutherland). Sorprendente inoltre l’ambientazione:
il film è stato girato in più di una città europea ma allo spettatore si fa
credere che l’intera storia (eccezion fatta per gli ultimi minuti) si svolga
nella stessa (e imprecisata) località.
Tornatore
ci “offre” momenti di grande cinema scanditi dalla bella musica di Ennio Morricone ed
una battuta da antologia: alla domanda del protagonista rivolta al suo
assistente su cosa si prova a stare con una donna si sente rispondere che “è
come partecipare ad un’asta: non si sa mai se la tua offerta è la migliore”.
Grandioso!
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| | Django Unchained | (di L’Irriverente) | | | |  Il
cacciatore di taglie dottor Schultz compra lo schiavo Django perché possa aiutarlo
a ritrovare tre fratelli fuorilegge su cui grava una ricca ricompensa. Durante
il viaggio tra i due nasce una sorta di amicizia e stima reciproca. Tra una
taglia e l’altra, il dottore viene a sapere da Django che la moglie è stata venduta
come lui al mercato degli schiavi. I due decidono di andare a riprenderla!
Un altro centro portato a segno da Tarantino, forse leggermente inferiore al precedente
“Bastardi senza gloria”, ma non per questo degno di minore attenzione. Coerente
col suo stile e i suoi precedenti lavori, dopo aver fatto suo il cinema
orientale in “Kill Bill”, stavolta attinge a piene mani dallo sconfinato
archivio degli spaghetti western, di moda negli anni 70 nel nostro Paese e di
cui è grande fan, rielaborandolo e lasciando la sua impronta. Il risultato è duplice:
regala al mondo un genere a molti sconosciuto e all’Italia un grande omaggio.
In entrambe i casi, un successo e un western visto con gli occhi di chi l’ha
sempre considerato come sinonimo di grande avventura e grandi duri con cui non
si può ragionare.
Moltissime le citazioni, sia nelle inquadrature che nelle musiche tratte dai
classici nostrani. La sigla d’apertura è la stessa del Django originale di
Corbucci, a cui si è ispirato, con Franco Nero (che appare in un divertente
cameo).
Un grande film diretto da un grande autore che in questo caso aggiunge anche la
passione del “fan boy”.
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| | Frankenweenie | (di L’Irriverente) | | | |  Victor e
il suo cane Sparky sono amici inseparabili. Purtroppo, un triste giorno il fedele
quadrupede viene investito da un’automobile. Spinto dal forte amore per il suo
amico e incoraggiato da un esperimento di scienze svolto in classe, Victor
tenta l’impensabile per riportare in vita Sparky. La situazione, però, degenera
quando i suoi compagni di classe vogliono tentare lo stesso esperimento con i
propri defunti animali.
Un piccolo gioiello di cinema, forse il più personale del regista Tim Burton
che porta finalmente allo splendore una sua idea, risalente al 1984, attraverso
la forma artistica dell’artigianale stop motion di cui ormai è re
incontrastato. Nel film non c’è solo l’amore avuta da bambino per il suo cane,
ma anche un ritorno ad una delle sue prime creazioni affrontata con la maturità
artistica di oggi, farcita da tutta la cultura cinematografica dell’horror
classico. Moltissimi i richiami: a parte l’esperimento che di per sé è quello
di Frankenstein, troviamo personaggi in stile Vincent Price, Igor, moglie di
Frankenstein e molti altri.
Un ottimo lavoro, ma anche una bella rivalsa per un regista che da ragazzo si è
visto bocciare dalla Disney il cortometraggio che ha di base la stessa storia,
realizzato però con attori reali, e che oggi invece viene prodotto e
distribuito dalla stessa casa.
Tanta poesia e genio in una perla rara adatta a tutte le età.
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| | Cloud Atlas | (di Technino) | | | | 
Chi vi scrive e’ andato a vedere “Cloud
Atlas” con una certa diffidenza, avendo letto qualche critica decisamente poco
entusiasta. Anche il soggetto, un intreccio di sei storie che si svolgono i
epoche diverse, da meta’ ottocento ad un lontano futuro, generava il timore di
andare a vedere un film slegato e confusionario…
Niente di piu’ sbagliato! Il
film dei fratelli Wachowski (ora
fratello e sorella), autori del film cult Matrix, che si sono
divisi la regia con Tykwer in modo
indipendente e parallelo, e’ straordinario: passato il primo momento di
sconcerto per il veloce intrecciarsi dei flashback, la sceneggiatura si segue
benissimo, dando un insieme di emozioni difficilmente spiegabili a chi non lo
ha ancora visto.
Il montaggio superbo, le grandi prove degli
attori (Tom Hanks, Jim Broadbent, Halle Berry, James D’Arcy, Ben Whishaw, Hugh Grant, Jim Sturgess, Susan Sarandon, Hugo Weaving e la
poco conosciuta attrice sudcoreana Bae Doona), le storie avvincenti che si
intrecciano in una “visione cosmica” della vita dei personaggi e, non ultimo,
lo stupefacente lavoro dei truccatori che rendono, in qualche caso, quasi irriconoscibili
gli attori nelle varie parti che interpretano, danno al film quella sorta di
alone di “magia” tipico del grande cinema.
Ci si abitua
presto, se ci si lascia prendere dal soggetto del film, al modo con cui le sei
vicende vengono narrate: gli incastri ed i salti temporali li conosciamo da
tempo, ma qui il ritmo e l'eterogeneità del materiale presentato rapiscono lo
spettatore con un crescendo di emozioni diverse, che spaziano dalla commozione,
all’esaltazione per le avventure, all’orrore per il futuro disumano ipotizzato
per Nuova Seul.
Un film diverso dal solito, che non fa
pesare le quasi tre ore di proiezione. Da non perdere.
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