Lucy (Scarlett Joahnson) è una studentessa che vive a Taiwan. Si trova costretta a consegnare una valigetta dal contenuto misterioso a un criminale coreano, Mr. Jang. Costui, una volta verificato ciò che gli è stato portato, sequestra la ragazza. Le fa inserire nel corpo uno dei pacchetti ricevuti che contiene una sostanza di cui dovrebbe essere la passiva trasportatrice. Ma non sara' cosi' perche' (inspiegabilmente...) la ragazza anziche' partire con il suo "carico", viene imprigionata dagli stessi che le avevano inserito nel corpo il pacchetto della sostanza misteriosa; sempre inspiegabilmente, i sui carcerieri la picchiano e la prendono a calci fino a che il pacchetto si rompe ed il prodotto chimico che conteneva viene assorbito dal corpo della ragazza.
La sostanza contenuta nel pacchetto si rivela essere CHP4 prodotto sinteticamente, il composto che, in piccolissime quantita', viene prodotto dalle donne in stato interessante per far crescere il feto in tutte le sue parti: preso in dosi massicce ha come effetto l'aumento delle capacita' del cervello di Lucy che, da studentessa timida e terrorizzata, diventa una spietata cacciatrice degli uomini che l'avevano imprigionata, alla disperata ricerca dei pacchetti della sostanza portati dagli altri corrieri perche', per sopravvivere e sviluppare ulteriormente le sue capacita cerebrali, ha bisogno di continuare ad assumere la sostanza fino ad arrivare a sfruttare il 100% della capacita' del suo cervello.....
Come in tutti i film di Luc Besson, non mancano sparatorie, combattimenti e spettacolari inseguimenti automobilistici per le strade di Parigi. Scarlett Johansson abbandona i panni dell'eroina Marvel Black Widow per interpretare una supereroina della mente. L'attrice riesce a trovare una chiave interpretativa che la rende credibile anche nei momenti più improbabili del film, come nella lunga sequenza finale in cui Lucy, ormai quasi al 100% delle proprie capacità cerebrali, è protagonista di un viaggio a ritroso attraverso le ere geologiche.
Besson sfrutta la presenza di Morgan Freeman affidandogli il ruolo di uno scienziato che indaga sulle possibilita' della mente umana, e cuce addosso all'attore orientale Choi Min-Sik un ruolo da supercattivo.
Il ritmo vivace, il carisma degli interpreti e alcune sequenze mozzafiato possono risultare un motivo più che sufficiente per vedere un film che, d'altro canto, mette a dura prova le regole della coerenza e della veridicità scientifica.
In conclusione, un "action-movie" particolare, che dividerà il pubblico nonostante l'ottima perfomance di Scarlett Johansson e la presenza di un cattivo credibile interpretato dalla star coreana Choi Min-Sik. Ma il film, specie nel finale, e' un'opera che perde ogni minima credibilita' e quindi coinvolge poco lo spettatore.