In questo secondo episodio i 12 nani capitanati da Thorin Scudodiquercia, insieme a Bilbo e Gandalf, procedono il loro viaggio verso la loro Residenza originaria, in cui si e’ ormai da tempo installato Smaug, il drago dormiente. Thorin Scudodiquercia e’ determinato a rientrare in possesso dell’Arkengemma paterna presa da Smaug ed inviera’ Bilbo a rubarla.
Diciamo subito che gli amanti del libro troveranno molte differenze ed aggiunte alla storia originale (situazioni e personaggi), rese indispensabili per dividerla in tre film, necessari a sostenerne gli elevatissimi costi di produzione. Con tali aggiunte il regista Peter Jackson ha inoltre lo scopo di rendere Lo Hobbit un prequel a Il signore degli Anelli. Il libro fu scritto prima ma, pur facendo da base per alcuni presupposti e qualche evento, non è effettivamente collegato in ogni sua parte alla trilogia che sarebbe stata pubblicata quasi 20 anni dopo. Cinematograficamente invece Jackson rilegge Lo Hobbit di Tolkien e lo mette in scena con premonizioni e scontri preparatori alla grande guerra dell'anello.
Particolarmente riuscito l’incontro con gli Elfi Silvani, molto meno amichevoli di quelli del Signore degli Anelli, con il personaggio “aggiuntivo” di Tauriel molto ben interpretato da Evangeline Lilly, attrice canadese conosciuta per la serie televisiva Lost, che combatte come danzando, velocissima e letale. Altamente spettacolare la fuga dei nani e Bilbo dal castello degli Elfi Silvani, in un torrente dentro le botti, scena girata dal vivo con grandi difficoltà degli attori, che si sono dovuti guardare dalle acque vorticose mentre mimavano i movimenti dei combattimenti con gli orchi che nel film li attaccano.
Ma e’ nel finale che questo episodio ci riserva le emozioni maggiori, quando appare il drago Smaug, che si accorge della presenza di Bilbo e ne intuisce subito le intenzioni: la ricostruzione virtuale del personaggio e’ assolutamente sbalorditiva, con la pancia che si illumina quando sta per sputare fuoco. Si muove tra mucchi di monete d’oro lontanissimi fra di loro facendoli tintinnare, dandoci cosi’ subito la sensazione della sua grandezza, ed e’ acuto nelle sue osservazioni dialogando con Bilbo, che cerca disperatamente di ingannarlo. La lotta finale entra di diritto fra le sequenze piu’ spettacolari del Cinema.
Obbiettivo quindi centrato da Peter Jackson in questo secondo film, che piacera’ a tutti gli amanti del genere Fantasy che non fanno dell’assoluta aderenza al libro il loro “totem”. Il Cinema DEVE essere diverso dai libri perche’ le emozioni che trasmette sono diverse: basta saperle cogliere….