Siamo nel 1959: Rose
Pamphyle (Deborah Francois) e’ una ragazza di un paesetto della bassa
Normandia, sognatrice ed un po’ impacciata, che vuole sfuggire al destino di
casalinga progettato per lei dal padre, che la vorrebbe sposata al meccanico
del paese. Ma Rose ha altri piani, si e’ allenata a battere a macchina e, con
due sole dita, e’ diventata velocissima: vuole fare la Segretaria, per andare
in citta’ e cercare cosi’ di entrare in contatto con un mondo piu’ moderno ed
emancipato.
Il mondo della
dattilografia oggi ci appare quasi arcaico, ma in quegli anni incarnava il mito
della velocità su cui si fondava l'era del dopoguerra, tanto che venivano
addirittura disputati seguitissimi campionati per misurare la velocità di
scrittura sulla macchina da scrivere, che davano fama e denaro a chi li vinceva.
Rose viene assunta da un assicuratore, Louis
Échard (Romain Duris), un uomo gentile ma tormentato, che nota la sua straordinaria
velocita’ di scrittura a macchina e comincia ad addestrarla per vincere il
campionato di dattilografia…..
Il regista Regis Roinsard ci porta nel mondo
sognante di fine anni ’50, dove tutto, dai colori pastello, alle auto ed all’arredamento,
ispirava ottimismo.
In questo mondo si inserisce benissimo la storia romantica di
Rose, interpretata splendidamente da Deborah Francois, che riesce a caricare di
simpatia il personaggio, esaltandone il carattere volitivo e schietto, e la
grande onesta’ intellettuale: un donna che e’ molto avanti rispetto agli
stereotipi degli anni ‘50 e che sentiamo vicina proprio per questa sua
modernita’.
La sceneggiatura, che si giova di un dialogo brillante ed
originale, non lascia mai soli i due protagonisti ed arriva al finale in un
crescendo emotivo che ha strappato applausi in sala.
In conclusione un film delizioso, che fa venire la voglia di
rivederlo subito. Attendiamo il DVD o il Blu Ray….